RI-AUSTRALIANDO

Oggi finalmente sono arrivate le parole. Da sole, come al solito, senza che le cercassi, anche se le stavo aspettando. Erano li’ gia’ pronte al mio risveglio, come se fossera state scritte da qualcuno e io dovessi solo leggere e trascrivere.
E’ cosi’ che mi capita e mi sembra esagerato chiamarlo ispirazione.
Sono arrivate con il vento da nordest, che ci impedisce ancora una volta di salpare, assieme a pioggia e temporali. La deliziosa insenatura che ci ospita (Coasters Retreat, Broken Bay) non offre un gran ridosso da quella direzione e si balla gia’ sin dal mattino. Per fortuna non siamo su un monoscafo e poi siamo alla boa. La tenuta sembra buona, se ha resistito alla raffiche notturne. In attesa che spiova lascio che le parole diano finalmente forma a sensazioni, pensieri, emozioni e ricordi di queste prime settimane del mio bis australiano.

SYDNEY
Ne ho subito il fascino sin dal primo fugace passaggio, sulla via della Nuova Caledonia la volta scorsa. Anche se mi accoglie sempre col brutto tempo, non riesce a deludermi. E’ una citta’ splendida, anzi, mi viene da dire SPLENDENTE. sara’ che amo le citta’ sull’acqua e a Sydney l’ACQUA E’ OVUNQUE, collocata com’e’ dentro Port Jakson, un’insenatura naturale dalle innumerevoli ramificazioni. Forse e’ proprio lo splendore dell’acqua che avvolge la citta’, riflettendosi sui vetri dei grattacieli del centro, brillando sul rivestimento lucido dell’OPERA HOUSE, moltiplicandosi nelle originali fontane che decorano tanti punti della citta’. Ma c’e’ qualcosa di piu’ che ancora non so scoprire. Anche New York o Chicago sono sull’acqua, ma non mi hanno dato la stessa sensazione, come di una citta’ che SORRIDE.

foto di J. Philippe, Eugenio, Elena a bordo dell'Andromeda

Con in nuovi compagni di viaggio

Penso al mio jogging quotidiano lungo il canale navile a Bologna e a come sarebbe trasferirlo qui, in mezzo al verde lussureggiante dei GIARDINI BOTANICI affacciati sul mare, con lo sguardo che mi si riempie dello spettacolo offerto dalla baia, l’Opera House, il ponte, decine di VELE che vanno e vengono, in mezzo a traghetti, motoscafi, idrovolanti, qualche nave da crociera e  gente che prima o dopo il lavoro si allena su ogni possibile imbarcazione a remo o pagaia: kayak, canoe da olimpica e polinesiane, armi, dragon boat, in un dinamismo che contrasta con la placida immobilita’ degli immancabili barchini di pescatori.
La baia brulica di vita e guardandola mi riesce difficile immaginare i lati negativi di questo posto, che ne avra’ sicuramente, come tutte le grandi citta’. Allora cerco di pensarmi all’uscita dal lavoro, al volante di una delle auto ferme in coda sul ponte di Anzac, proprio sopra le nostre teste. Di sicuro non lo troverei cosi’ poetico come a guardarlo dalla nostra prospettiva, alla fonda quasi sotto il ponte, con la luce dei lampioni e degli stop della macchine che si riflettono sull’acqua disegnando arabeschi tremolanti. E’ proprio VERO, siamo ancorati in pieno centro, davanti al Fish Market, a due passi da DARLING HARBOUR, a neanche mezz’ora a piedi dal ponte di Sydney e dall’Opera House.
Alla fine la permanenza dura quel tanto che basta a darmi la piacevole sensazione di FAMILIARITA’ con il posto, ma senza ancora togliere il gusto di ammirarne ogni volta la bellezza, scoprendo nuovi particolari. Parlo per me, naturalmente, perche’ gli altri sono in zona da Natale e mi pare che non vedano l’ora di andarsene.

Quando salpiamo per la prima volta, solo due giorni dopo il mio arrivo, mi sento molto emozionata. Veleggiamo per l’ampia baia, tirando bordi tra un traghetto e una barca da regata dell’America’s cup,  mentre l’Opera House, il ponte, i grattacieli e il giardino botanico sfilano via in lontananza, illuminati dal sole. INDESCRIVIBILE. 

uscita a vela da Sydney

Con il capitano al timone

La verita’ e’ che mi dispiace andarmene cosi’ presto e per questo mi rallegro quando, dopo qualche giorno trascorso girando per le incantevoli insenature a poche miglia dalla citta’,  si decide di tornare per tutta una serie di motivi. Anche se a motore, l’arrivo a Sydney via mare e’ una di quelle cose che resta impressa nella memoria. L’emozione della partenza si ripete ancora, dopo una settimana, questa volta sotto un cielo tormentato da nuvole grige, ma con un vento piu’ amico che ci permette di uscire con unico lungo bordo fino a Manly, dove facciamo l’ultima sosta prima di lasciare le acque protette di Port Jackson e affrontare di nuovo il mare aperto.

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