La sua non è proprio fame…

cover del volantino sugli orsiSvuotando un vecchio raccoglitore è saltato fuori un pieghevole informativo sugli orsi che veniva dato ai visitatori del parco di Glacier Bay, Alaska. L’ultimo paragrafo su cosa fare in caso di incontri ravvicinati mi suscita sempre un’ilarità incontenibile.

Traduco per i meno angolofoni:

In caso di attacco
. Se un orso vi attacca sul serio, arrendetevi! Buttatevi a terra e fate il morto. Rimanete distesi sulla pancia o raggomitolatevi con le mani dietro al collo. Tipicamente l’orso cesserà l’attacco quando sentirà che non siete una minaccia. Rimanete immobili il più a lungo possibile. Se vi muovete e l’orso vi vede o vi sente, botrebbe ritornare e attaccare di nuovo. In casi rari, specialmente con gli orsi neri americani, un orso che attacca può percepire la persona come cibo. Se l’orso continua a mordervi a lungo dopo che avete assunto la posizione di difesa, probabilmente è un attacco predatorio. Contrattaccate vigorosamente.consigli se un orso attacca

Ovviamente ADESSO rido. Ma quando mi accingevo a trascorrere tre settimane pagaiando e campeggiando nel “paese degli orsi” la cosa era un po’ meno divertente.

Forse perché, guardando l’immagine sul volantino, proprio non mi risultava tanto facile immaginare un MIO vigoroso contrattacco! E poi la domanda sorgeva spontanea: quanto “a lungo” bisogna lasciarsi mordere prima di capire che ti sta “effettivamente” mangiando!?

Spigolature cretesi

Stavros
BOE?!
In Grecia sono dappertutto, anche a Creta in Ottobre, con il cielo coperto e con il sole, dall’alba al tramonto, con mare calmo o mosso. Sono bagnanti, prevalentemente donne, ma non solo, che se ne stanno a mollo per ore con l’acqua fino al collo, il cappello in testa e anche gli occhiali da sole, spesso in compagnia, facendo quattro chiacchere. Si spostano di poco o niente, nuotando a cagnolino. Già nel Dodecaneso, tre anni fa, le avevamo soprannominate Finte Boe, perché durante la ricerca degli ancoraggi, con il sole contro, poteva essere difficile distinguerle dalle boe che delimitano l’area bagnanti. La finta boa ha sempre una ragione d’essere. D’estate con il sole cuocente se ne sta al fresco senza scottarsi. Verso fine stagione, quando il vento a volte è frescolino e l’acqua bella tiepida, se ne sta a bagno senza prendere freddo. Ci provo anch’io alla fine di una lunga nuotata, quando mani e piedi cominciano a infreddolirsi. Funziona!

IL CONTO PER FAVOREfinepasto
Ormai abbiamo capito che, come contorno, una sola insalata greca in 4 è più che sufficiente. Una volta tanto si arriva a fine pasto avendo mangiato il giusto. Errore! Perché quando chiedi il conto, immancabilmente, prima ti portano la bottiglietta di Raki (grappa locale), il piattino con la polenta dolce, la frutta carammellata con il miele, a volte la torta al cioccolato con il gelato. E non è che puoi lasciarli lì! E di nuovo finisce che si mangia troppo…

MARECreta_timone
Egoisticamente, godersi una bella veleggiata, seppure con onda laterale incrociata, ben fastidiosa, che fa star male tutti tranne te; meravigliarti di come abbia potuto stare così a lungo senza tutto questo; ringraziare che nessuno degli altri voglia stare al timone e che Andromeda sia un catamarano, perché una bolina del genere, per ore, con un monoscafo tutto inclinato forse non te la saresti goduta altrettanto; pensare nuovamente che è così che vorresti vivere. Ci sarà una ragione se non soffri per niente il mal di mare e invece il mal di terra ti va avanti per giorni e giorni… FERMATE LA SCRIVANIA!

CLANDESTINO
Finalmente una bolina larga, facile da tenere, che punta dritta a destinazione, senza tanti patemi, anche se poggi un po’. Vento allegro e onda benevola. E uno scricciolo di uccellino appollaiato sul manubrio della bicicletta assicurata vicino al timone, che cerca di tenersi contrastando il vento. Ci scrocca un passaggio! A fatica, sfruttando i momenti di calma, si porta sulle draglie di poppa, dov’è più riparato.

Restiamo ammaliati come ragazzini. Poi cala il vento, l’onda comincia a sballottarci, la randa prende a sbattere e una delle scotte lo colpisce in pieno facendolo volar via, per fortuna quando siamo già vicino alla costa. Siamo in quattro a bordo, ma all’improvviso la barca sembra vuota!

Sospensione

Ogni tanto mi manca la sospensione temporale che si crea in viaggio durante gli spostamenti più lunghi. La parentesi che sta tra partenza e arrivo. L’ho già scritto qua e là, che mi piace, ma stasera ritorna, insieme al desiderio di partire.  Il limbo confortevole del volo intercontinentale, passato a leggere e rimpinzarsi di film, quasi mai a chiaccherare. Poco o niente sonno e stanchezza che si accumula,  eppure quasi mai l’atterraggio arriva come una liberazione.  Le lunghe ore sugli autobus argentini (molto più confortevoli di quelli australiani), “charlando charlando y tomando mate”.  Le traversate oceaniche, intorno solo acqua, che impedisce alla realtà di venirti a disturbare. Che poi, quando si arrabbia, è l’oceano che diventa la realtà a cui sfuggire, ma la memoria è selettiva e oggi mi ricordo solo le albe e i tramonti e  i turni di veglia, e la distesa interminabile del mare e io in mezzo, senza nessuna voglia di arrivare.

Post 24 di 30 – C’è mancato poco che fosse già quello di domani!