Roccia, sole, acqua

Più salgo più valgo” è il motto degli alpini. Però, dico io, la discesa dove la mettiamo? Ovvio che non possa aspirare alla stessa gloria, perché di completare la salita fino alla vetta lo decidi tu, ma poi devi scendere per forza, non puoi mica restare lassù! Eppure la fatica e le difficoltà della discesa sono spesso maggiori e vanno a sommarsi alla stanchezza della salita, tanto che, delle volte, la vera impresa mi sembra proprio il ritorno.

Foto monte SvinjakNon mi riferisco a nessuna prodezza alpinistica, di cui sarei assolutamente incapace, ma i pensieri erano esattamente questi mentre scendevo la ripida china del monte Svinjak, nei pressi di Bovec, Slovenia. Una bella montagna verde e aguzza, come la disegnerebbe un bambino, quasi un piccolo Cervino, se mi perdonate il paragone, visti i “miseri” 1650 m di altezza. Solo che per arrivare in cima devi farti tutti i 1200 metri di dislivello dalla partenza, su per un sentiero in costante pendenza, senza quasi parti in piano, e bello esposto nelle parti finale a picco sulla spettacolare valle dell’Isonzo. Gli scorci mozzafiato valgono tutta la fatica di salire… quella di scendere non saprei!

Ero sicura, mentre salivo con Eugenia, che il rientro sarebbe stata una sofferenza. Per le ginocchia, la schiena, i piedi. Al caldo però non avevo pensato. Nei giorni precedenti una arietta fresca ci aveva confortato anche nei percorsi più scoperti, e questo era ripido, sì, ma quasi tutto nel bosco.

Mappa del sentiero

Più diretto di così!

Siamo anche partite abbastanza presto da non patire troppo il caldo durante la salita, ma poi si è fatto soffocante per tutto l’INTERMINABILE rientro. Tanto che neanche la propizia fontana incontrata subito alla fine del sentiero è stata sufficiente a rinfrescarmi veramente. Già da metà discesa il chiodo fisso era tuffarmi nelle fresche acque corroboranti del Soča.

Il primo tuffo però l’ho fatto in una pozza d’acqua trasparente nella forra alla confluenza tra il fiume Lepenica e il ruscello Šumnik, in val Lepena, che abbiamo deciso di visitare subito dopo la discesa dello Svinjak. Pur essendo ormai quasi tutto in ombra, non ho resistito al richiamo dell’acqua GELIDA, rischiando forse un coccolone, tanto ero ancora accaldata. Ma ne è valsa la pena. Dopo pochi secondi un’ondata di energia ha cancellato tutta la stanchezza e ogni cellula del mio corpo sprizzava euforia e ricordi patagonici.

Poi siamo andate a riposascorcio di montagna dall'isonzore le stanche membra in un cantuccio nascosto sulle rive del Soča, che per fortuna scorre dritto fino dentro al tramonto. MAGIA PURA.

Incredibile a dirsi: ho trascorso cinque fantastici giorni a Bovec senza nemmeno una pagaiata!

Non ci sono dubbi però, l’ultima parola la dice sempre il fiume.

Isonzo

L’acqua c’è ma non si vede!

Immagino, posso

Essere alla guida di un allegro gruppo di 24 sconosciuti (tranne uno) su per il sentiero innevato che porta al passo della Croce Arcana, in una giornata con niente vento e tanto sole che riverbera su distese di neve a perdita d’occhio. Salita verso Croce ArcanaGiù a valle c’è foschia, peccato,  non si vede il mare, come invece speravo.  Ma non importa. Infatti basta salutare tutti al volo, prima che si siedano a mangiare al rifugio, e fiondarsi giù a casa, una rapida doccia, un cambio veloce d’abito e tornare a Bologna. Giusto il tempo di mettere due cose nello zaino, uscire in fretta sperando, invano, di non restare imbottigliata nel traffico di fine partita, raggiungere comunque la stazione, prelevare l’amico che arriva dal Veneto in treno e via, due ore di autostrada su e giù per la Cisa ancora innevata. Arrivare a La Spezia poco prima delle 21, per fare la conoscenza di Alessandro e Iliana che ci accolgono a bordo di un Beneteau 40, con l’ambizioso programma di una succulenta cenetta e poi traversata notturna per la Capraia, su quel mare che stamattina non si riusciva a vedere dal crinale.
Poco importa se poi le previsioni meteo ci fanno decidere di restare in zona, a godersi un lunedì di tepore primaverile mentre navighiamo lungo  le 5 terre, in attesa del maltempo del giorno dopo. Chiacchere sparse tra sconosciuti divenuti occasionali compagni di viaggio. Fantastici silenzi sopra alla colonna sonora di “Shine on you crazy diamond”. Il vento è poco, il mare calmo e gelido, ma ugualmente irresistibile, almeno per due di noi. primo bagnoMentre mi asciugo al sole con il battito ancora accelerato per lo shock termico, penso che meno di 24 ore fa ero su una di quelle cime innevate che vedo in lontananza e adesso sono qui che mi godo la sferzata di vitalità del primo bagno della stagione.
Alla nebbia, pioggia e neve incontrate  ieri al rientro non voglio pensare. Io l’inverno l’ho definitivamente archiviato. Punto

Eccomi qua con un altro post giornaliero, e solo perché me lo sono ripromessa. Altrimenti rimanderei, e non per mancanza di cose da dire, ma per STANCHEZZA. Aver aggiunto a una settimana stressante e di poco sonno la camminata notturna sulla neve sotto la luna piena (FANTASTICA!), a seguire le piacevoli chiacchere fino alle 3,30 di mattina, poi la meno piacevole e inspiegabile sveglia solo dopo poche ore, alle 7, l’ ulteriore ciaspolata verso il Libro Aperto, in una bellissima giornata di sole, mi ha caricato addosso quella sensazione di energetica stanchezza che amo definire da anni “SFATTA MA SODDISFATTA”.
colbacco con vistaSoddisfattissima, per il bel week-end trascorso per la prima volta in settimane lontano da assilli di lavoro reali o immaginari. All’aria aperta, in compagnia, facendo fatica fisica, che è il miglior antidoto alle fatiche dell’eccessiva elucubrazione mentale di cui a volte soffro. Unico, infinitesimale neo l’essere partiti troppo tardi questa mattina per avere il tempo di riuscire a raggiungere il crinale.
STANCHISSIMA, in realtà più per la mancanza di sonno che per le camminate. E va bene così, perché non c’è nulla di meglio per frenare la mia logorrea. Per cui saluto tutti e vado a nanna prestissimo, con il pensiero positivo che, a far cominciare la settimana di sabato, questa non potrebbe avere avuto un inizio migliore. Così che domani siamo già a metà e il resto sarà tutto in discesa!

Post 3 di 30. Et voilà