Il fiume riflesso

foto dell'Isonzo L’Isonzo è indescrivibile, come sempre. Ma questa volta non è qui per me. Mentre scendo su quest’acqua di una bellezza che non cessa mai di sorprendere, sento che il fiume oggi appartiene a qualcun’altro. Per fortuna. Perché il SUO Isonzo oggi è molto più bello del mio. Lo è ad ogni onda, pagaiata, entrata in morta, bene, un’altra ancora, troppo temerario, bagno, non importa, rapida più impegnativa del previsto, ma quasi tutta buona tranne quello sbaglio finale, bagno, non importa, e via giù con lo stesso stupore esilarante con cui i bambini scoprono la vita. La stessa curiosità, lo stesso vorace desiderio di impadronirsi della nuova scoperta, lo stesso entusiasmo contagioso, che gli trabocca in un milione di ringraziamenti quasi imbarazzanti e gli risplende negli occhi assieme al riverbero dell’acqua magica dell’Isonzo.

foto di canoista stanco

Sfatto ma soddisfatto!

A fine giornata è sua anche la sensazione di spossatezza appagante di cui ho fatto il mio motto. Ma non gliene voglio, perché non ne ho il monopolio e, soprattutto, perché riflesso nei suoi occhi intravedo finalmente il fiume perduto che andavo cercando affannosamente dentro me.

Vivere di riflesso non va bene, certo, ma a volte  si può trovare qualcosa vedendola prima nello specchio. O no?

Dicotomia

Si può sentirsi ottimisti, fiduciosi nel futuro e nella fondamentale bontà della natura umana, pieni di energia e di voglia di fare e allo stesso tempo senza scampo, imprigionati in un presente deludente, diffidenti verso il prossimo, stanchi fino al midollo e assolutamente apatici?
Si può, eccome. E si può decidere di non scrivere altro stasera, perché la testa non si mette d’accordo con il cuore e le parole non sanno a chi dar retta.

Post 17 di 30 – il mio post più breve