Il mio hotel preferito

A 80 km da Bologna c’è l’albergo più bello del mondo. Situato in un’amena località dell’appennino tosco-emiliano, è gestito da una simpatica coppia di sorelle che fanno a gara per compiacere il cliente.
Al bordo della piscina, collocata nel mezzo di un giardino con vista sulle montagne, vengono serviti rinfrescanti cocktail analcolici ed ogni altro tipo di ristoro: torte, pasticcini, tè, frutta. Le due sorelle si prodigano in attenzioni di tutti i tipi, che neanche la migliore SPA potrebbe vantare, come impacchi rinfrescanti, pedicure, lavaggio dei capelli. Il tutto mentre si trascorre il tempo rillassandosi adagiate su comodissime sdraio, in piacevole conversazione con la selezionatissima clientela di questa struttura esclusiva. Il soggiorno è quasi completamente gratis, vale a dire che viene richiesto in cambio solo di un po’ di aiuto nel giardinaggio, per espressa volontà delle due sorelle, mostratesi intransigenti su questo punto.

Impossibile! direte. E invece no. Chiedetelo alle mie nipoti di 3 e 7 anni, che hanno inventato questo bellissimo gioco in un pomeriggio assolato di luglio, trasformando gradatamente il giardino della casa di montagna nell’incredibile hotel a 5 stelle sopradescritto. Poco importa che la piscina fosse un fagiolone gonfiabile di un metro per cinquanta cm, il ristoro fatto di pezzi di lego e similari o che la cliente della SPA sia stata sottoposta sua malgrado a lavaggi, impacchi e, a volte, vere e proprie secchiate d’acqua fredda, quando il fratellino di 17 mesi, che gravitava ai margini del gioco, riusciva ad arraffare un secchiello pieno d’acqua.

piscina

La piscina

Non cesserò mai di stupirmi dell’immaginazione dei bambini, capaci di creare praticamente dal niente interi universi paralleli… come d’altronde continua a sorprendermi la constatazione che, dati tre bambini e tre secchielli (o qualsivoglia altro oggetto) di colori e dimensioni diverse, è impossibile che in qualunque momento almeno uno dei bambini sia contento del secchiello che gli è toccato!
Nell’universo parallelo dell’hotel migliore del mondo, però, per un tempo incredibilmente lungo anche le lotte per il possesso del secchiello altrui sono state sospese, e mamma e zia hanno potuto godersi quello sfoggio di tenerezza con cui solo i bambini sanno farti dimenticare la “perfidia” di cui sono capaci per buona parte del tempo.

Questa estate va così, si viaggia sulle ali della fantasia e devo dire che, in casi come questo, è davvero un bel viaggiare!

Di sorrisi, viaggi e buoni propositi

Vorrei vedervi sorridere, in strada, sull’autobus, nell’auto in coda al semaforo. Guardandovi mi domanderei cosa avrete mai da essere felici e forse riscoprirei che anch’io ho più di una ragione per esserlo, anche se me ne dimentico troppo spesso.
Come mi dimentico che posso rivolgervi la parola anche se siamo estranei, sorridervi anche se non sapete perché, raccontarvi di me anche se forse non vi interessa, ascoltarvi con la curiosità di chi vuole conoscere.
E’ quello che succede quando sono lontana da casa, da qualche parte nel mondo, dove si parla un’altra lingua e ogni sera poggio la testa in un posto diverso.
E’ quello che cerco di portare con me da ogni viaggio e ogni volta mi sembra di esserci riuscita, fino a quando mi accorgo che invece il tempo va diradando i sorrisi, rendendo più difficile il contatto e trasformandomi in un’estranea quanto più l’ambiente circostante mi risulta familiare. Anche se ne intravedo le ragioni, non capirò mai del tutto perché mi succede e mi pare che l’unico modo che ho per reagire sia di continuare a viaggiare. Dove, come e quando, ancora non so. Però posso tentare di fare per una volta il percorso contrario, cominciare a sorridere e vedere l’effetto che fa. E’ il mio regalo per queste feste. A me stessa e a tutti quelli che incontro per strada, con la speranza che possa essere contagioso.

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Felice Compleanno

In visita a Firenze per i 6 anni della nipote Irene. Pomeriggio al parco. Più ancora del verde intenso dei prati, del tripudio di fiori, del calore avvolgente del sole, la primavera esprime tutto il suo rigoglio nel pullulare di bambini, mamme con corrazzine, biciclette, studenti distesi sull’erba. Sembra di essere in un’isola felice, lontani da tutto il brutto che in questi giorni ci viene gettato addosso dai notiziari. Davvero non puoi credere che esista dramma più grave di un ginocchio sbucciato per una caduta in bici. Due ore trascorse a giocare alla caccia al tesoro con la nipotina e i suoi amici. Io nascondo un foglietto di carta da qualche parte, gli do un indizio e loro lo trovano. Un gioco semplice, che non gli basta mai. Devi solo vigilare ogni tanto che la nipotina più piccola non se ne sparisca da qualche parte nel suo incerto girovagare, mentre la mamma è impegnata con il terzogenito, un fagottino di poco più di un mese alle sue prime uscite di stagione. Poi arrivano i nonni e, alla fine, ci raggiunge il papà, di ritorno da una settimana di lavoro fuori sede. Irene gli corre incontro felice saltandogli in braccio. Mentre torniamo a casa in un allegra carovana di carrozzina, bici, monopattino, due bimbe, un bimbo, mamma, papà e zia, i vicini di casa si fermano a fare i complimenti alla bella famiglia e all'”eroica” mamma. Come dicevo altrove, questo è il vero coraggio. E questa è una gioia profonda che nessuna avventura mirabolante penso potrà mai dare.

Il regalo più bello nel giorno del compleanno di mia nipote l’ho ricevuto io. Da lei. Mi è bastato sentirla esclamare, “Oggi è stato una giornata fantastica: i regali, la zia che è venuta a trovarmi e il babbo che torna!” La felicità, a 6 anni, esiste. Uno spettacolo che ti allarga il cuore.

Parafrasando Lucia, mi viene da dire: ci saranno mille altri modi migliori per divertirsi, ma al momento non me ne viene in mente nessuno.

Grazie sorella. Un abbraccio a tutta l’allegra famiglia!