Alti e bassi

ALTI E BASSI

ALTO, ALTISSIMO, il livello del fiume. Quasi raddoppiato nella settimana tra Natale e capodanno, tanto da dover chiudere una sezione del fiume alle discese commerciali. BASSO il mio stato di forma, dopo qualche giorno di febbre, raffreddore e tosse. Ma come, con il caldo che fa? Non lo so, giuro, qui dicono che e’ per il troppo sole, tutto normale. Un raffreddre da sole non l’avevo mai preso.

Passo la settimana tra letto e lettuccio (leggi tenda e amaca) e alla prima avvisaglia di miglioramento mi lascio tentare: anche se sono deboluccia accetto di scendere nel tratto basso, corto, facile, che vuoi che sia? Facile e’ facile, basta evitare qualche buco veramente brutto, ma facilmente evitabile, seguendo la linea di chi conosce il fiume, come faccio sempre. Basta non farsi prendere dall’eccesso di fiducia credendo di ricordarsi la traiettoria. Basta, davvero. Cioe’, basterebbe. Basterebbe non ribaltarsi in un’onda gigante poco prima del buco peggiore. Basterebbe non trovarsi in uscita dell’eskimo, quasi senza fiato, ma sopraffatta dal sollievo perche’ e’ di nuovo riuscito, e accorgersi di stare precipitando nel famigerato “trenta y uno”. I canoisti che leggono lo sanno: tutto quello che in fiume ha un nome e’ “cattivo” per definizione. Il “31” non fa eccezione. Provo a schivarlo, ma e’ tardi e ci finisco dentro, tentando eskimi mentre mi porta sempre piu’ al centro. E poi nuoto. Non ho piu’ fiato, sono stanca, non riesco a raggiungere la riva neanche con l’aiuto del safety kayak, ogni tanto lo mollo per evitare che finisca in buchi peggiori. Mi riprende, mi accosta alla riva, ma non ho fiato, non ho forze, mai sentita cosi’, in siutazioni ben peggiori. Stasera di birra ne pago proprio tanta!!!! Prima uscita in canoa del 2007 e primo bagno. Non credo nei segni premonitori, speriamo bene. In effetti pero’ mi ero messa la muta al contrario…

FERNET

Lo credereste? La bevanda nazionale (forse locale, non so) qui e’ un miscuglio di fernet, coca-cola e ghiaccio. Litri e litri e litri di FERNET e coca-cola rigorosamente light. Il ghiaccio in quantita’ tali che nessun frigo di casa potra’ mai produrre, per cui si compra a sacchi. E’ vero che sto cercando di integrarmi, ma a questo no, non riesco ad abituarmi, davvero!

TI PREGO NON SALUTARMI!!

Altra cosa difficile: il saluto. Quando ci si incontra, sconosciuti o no, ci si accosta e ci si bacia sulla guancia. In alcuni casi, che ancora non ho individuato bene, anche su due. Lo si fa SEMPRE, RIGOROSAMENTE, se almeno uno dei due e’ una donna. Tra amici maschi a volte basta una stretta di mano con pacca sulla spalla. SEMPRE. SEMPRE. SEMPRE. La mattina quando ti alzi al primo incontro, la sera quando vai a dormire. Quando arrivi in un gruppo, quando lo lasci. Immaginatevi la scena: tavolata di 15 persone, tutti seduti a chiaccherare. Arriva il 16esimo, si fa TUTTO IL GIRO DEL TAVOLO, baciando uno ad uno tutti i presenti, con il vari “Qué tal”, “como estas”, “como anda” di rito. Se sono due che arrivano lo fanno in due. Se dopo tre minuti qualcuno se ne va e saluta, rifa’ tutto il giro. Ognuno che arriva o se ne va segue lo stesso rituale. DA MATTI. L’ultimo dell’anno penso che di essere andata a dormire un’ora piu’ tardi solo per completare il giro dei saluti. Se non lo fai ti guardano male. Inutile dire che ogni volta la conversazione si ferma, per cui a volte magari vorresti andartene, ma aspetti, perche’ non vuoi interrompere (o almeno questo e’ un mio scrupolo), poi qualcuno ti frega e si alza prima di te. PROSSIMO GIRO, PREGO

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Comunicare dall’altro mondo

Tic tac tic tic tac, RUMORE DI TASTIERA. quattro, cinque, dieci, quindici computer in fila, gente di tutte le parti del mondo che scrive, consulta la mail, gioca…
E’ il cibernetico mondo del Locutorio, dove si telefona e si puo’ stare in Internet per veramente poco. Se ne incontra uno ogni 50 metri, sono piu’ che i bar o le profumerie a Bologna. Da uno di questi vi scrivo, e piano piano sono andata selezionando quello preferito. Con l’aria condizionata, ma non troppo forte, con la tastiere un po’ piu’ pulite o che almeno abbiano tutti i tasti che funzionano, con la porta USB a disposizione…
E’ bello star qua dall’altra parte del mondo e tenersi in contatto con facilita’. INTERNET e’ bello. Fai foto a compagni d’avventura occasionali, ti lasciano la mail, gliele spedisci. Vuoi andare in quel posto? Io ci sono stata, ti mando l’indirizzo di uno che conosco… INTERNET e’ fantastico.
Internet toglie qualcosa all’avventura, annulla le distanze, fa il mondo piu’ piccolo, e pero’ lo fa anche piu’ grande. Perche’ sei a Mendoza e nello stesso tempo a Bologna o in Olanda o in viaggio con l’amico americano che si sta biciclettando tutte le americhe dal nord a sud, ora e’ in Messico e chissa’ che che non ci si incontri prima di lasciare l’Argentina…
L’altro mondo non e’ il sudamerica o l’Australia, l’altro mondo e’ quello che c’era prima di Internet… adesso c’e’ questo mondo qua, piccolissimo, tutto concentrato dietro una tastiera. Quanti chilometri da Buenos Aires a Mendoza? Non lo so, il mondo adesso si misura in giga, che non bastano mai.

PIETRE

Qui piove poche volte all’anno. Mi dicevano tre. Da quando sono qui, gia’ sono quasi dieci, anche nell’altro mondo le stagioni non sono piu’ quelle di una volta. Per fortuna (?) spesso non e’ pioggia, che in montagna rende fango l’onnipresente sabbia e a Mendoza allaga la citta’ assolutamente impreparata a piu’ che un acquazzone ogni tanto. Quando non e’ pioggia, e’ grandine. Nello strano idioma locale quando grandina si dice che “cadono pietre”. Indovinate perche’? Lo scopro alla prima occasione, ben contenta di stare per scendere in fiume e quindi di essere dotata di casco. Sono PIETRE! Sono uova, palle da tennis, quello che volete, solo non sono niente che abbia a che vedere con l’idea del “chicco”. Chissa’ se le assicurazioni coprono i danni da eventi atmosferici… lo dubito! Per fortuna dura poco, sono gia’ in fiume e non me ne accorgo quasi.

MIEDO

No tengo miedo, no tengo miedo, no tengo MIEDO… Non e’ vero, ho PAURA eccome! E la cosa strana e’ che mentre ho il cuore a mille, seppure di una paura ingiustifcata, penso in spagnolo! No pueden dejarme sola! Y se me voy a dar vuelta? Invece lo fanno, mi lasciano sola e quello che temo succede: mi ribalto. Sono in fiume. Per un disguido il gommone e il safety kayak a cui mi sono aggregata credono che io sia sbarcata prima insieme ad altri, per timore del livello alto. Ma non e’ cosi’. Gli altri si sono fermati una base rafting piu’ su perche’ dalla riva gli hanno chiesto al volo di scortare una discesa in gommone (qui succede anche di questo!), ma io ho continuato e ora sto inseguendo il gommone che ormai sparisce nascosto dalle onde giganti. Non e’ che il tratto sia difficile. L’ho gia’ fatto. Non e’ che se mi ribalto e faccio il bagno mi possa accadere niente piu’ che perdere l’attrezzatura e dover andare a recuperarla al lago. Non e’ che mi importi di perdere la faccia, passando a nuoto davanti a tutte le basi rafting della zona, diventando lo zimbello di tutti: la Tana (non c’e scampo se sei Italiano diventi automaticamente Tano o Tana) ha nadado, la Tana ha nadado, va a pagar cerveza!” Non e’ niente di questo ed e’ tutto questo. Ma in tutta la paura, il batticuore, il tempo infinito per caricare l’eskimo, che per fortuna riesce, sono di nuovo a testa in su, mentre pagaio, pagaio, pagaio senza sosta, rincorrendo il gommone in lontananza, sara’ normale che la gioia piu’ grande sia perche’ ho avuto paura in SPAGNOLO??? (pardon, CASTELLANO, come dicono qui).
Inutile dire che non e’ stato divertente. Avevo davvero PAURA! Inutile dire che e’ stato fantastico, dopo, quando l’adrenalina e’ entrata bene in circolo. Non ho pagato cerveza e domani so che affrontero’ qualche onda in piu’.

BUENO, GUAPO, RICO Y TONTO

Poiche’ in piu’ d’uno avete fatto illazioni a riguardo, tengo a SMENTIRE la notizia delle mie prossime nozze con la guida poeta. Che e’ gia’ felicemente accompagnato, ma soprattutto a cui mancano almeno due delle quattro caratteristiche fondamentali elencate sopra e sapientemente indicate come indispensabili per un uomo da sposare nella lezione numero 12 del mio corso audio di spagnolo.
So che in molti sperano in un ravvedimento (e perche’ poi?), ma non cerchero’ di accontentarvi proprio ora che l’indipendenza sta dando i suoi frutti. Mai dire mai, ovviamente. Prometto che sarete i primi a saperlo, pero’ adesso fatela finita!

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