Alba augurale

foto di cielo all'alba

Che momento MAGICO l’alba!

Anche se è più facile innamorarsi del tramonto, perché capita di vederlo molto più spesso. Dopotutto, non è raro che il calar del sole ci si proietti davanti a nostra insaputa mentre svolgiamo le normali attività di fine giornata.
L’alba invece ce la dobbiamo guadagnare, alzandoci prima del solito, uscendo di casa nell’aria pungente di giornate invernali o nel fresco ritemprante di mattine estive, ancora non soffocate dall’afa.

L’alba per me è da sempre immancabilmente associata all’idea del viaggio o della vacanza, quasi le uniche occasioni in cui mi capitava di vederla, prima di prendere l’abitudine delle camminate antelucane: aspettando il bus per l’aeroporto al primo albeggiare;  appena uscita dal bozzolo caldo del sacco a pelo, in un tenda che non riesce a tener fuori il chiarore che invade il cielo; lungo i fianchi di una montagna, mentre cammini per raggiungerne la cima ancora lontana, su un lungo sentiero iniziato nel cuore della notte, il profilo nitido del crinale che si distacca sempre di più contro l’oscurità che svanisce.

Più di tutti però, c’è magia nell’alba che ti sorprende  alle spalle, mentre sei al timone nel mezzo dell’oceano. Nei giorni spesso uguali – anche se mai monotoni –  delle lunghe navigazioni, l’alba ti porta una sorta di sollievo, come per un traguardo virtuale appena raggiunto, in attesa di quello vero della terraferma, che è ancora lontano. E poche cose sono più magiche del vento dell’alba, l’aria che inizia  a gonfiare le vele proprio quando il cielo si fa chiaro, come se fosse il respiro della giornata che si sveglia.

Al ricordo di momenti così affido quest’anno gli auguri di buone feste e di buon anno: a tutti, l’augurio di un’alba su un radioso 2015, come un cielo limpido su un mare appena increspato dal vento, le vele spiegate verso la meta prefissata ( e niene mal di mare!).

Spigolature cretesi

Stavros
BOE?!
In Grecia sono dappertutto, anche a Creta in Ottobre, con il cielo coperto e con il sole, dall’alba al tramonto, con mare calmo o mosso. Sono bagnanti, prevalentemente donne, ma non solo, che se ne stanno a mollo per ore con l’acqua fino al collo, il cappello in testa e anche gli occhiali da sole, spesso in compagnia, facendo quattro chiacchere. Si spostano di poco o niente, nuotando a cagnolino. Già nel Dodecaneso, tre anni fa, le avevamo soprannominate Finte Boe, perché durante la ricerca degli ancoraggi, con il sole contro, poteva essere difficile distinguerle dalle boe che delimitano l’area bagnanti. La finta boa ha sempre una ragione d’essere. D’estate con il sole cuocente se ne sta al fresco senza scottarsi. Verso fine stagione, quando il vento a volte è frescolino e l’acqua bella tiepida, se ne sta a bagno senza prendere freddo. Ci provo anch’io alla fine di una lunga nuotata, quando mani e piedi cominciano a infreddolirsi. Funziona!

IL CONTO PER FAVOREfinepasto
Ormai abbiamo capito che, come contorno, una sola insalata greca in 4 è più che sufficiente. Una volta tanto si arriva a fine pasto avendo mangiato il giusto. Errore! Perché quando chiedi il conto, immancabilmente, prima ti portano la bottiglietta di Raki (grappa locale), il piattino con la polenta dolce, la frutta carammellata con il miele, a volte la torta al cioccolato con il gelato. E non è che puoi lasciarli lì! E di nuovo finisce che si mangia troppo…

MARECreta_timone
Egoisticamente, godersi una bella veleggiata, seppure con onda laterale incrociata, ben fastidiosa, che fa star male tutti tranne te; meravigliarti di come abbia potuto stare così a lungo senza tutto questo; ringraziare che nessuno degli altri voglia stare al timone e che Andromeda sia un catamarano, perché una bolina del genere, per ore, con un monoscafo tutto inclinato forse non te la saresti goduta altrettanto; pensare nuovamente che è così che vorresti vivere. Ci sarà una ragione se non soffri per niente il mal di mare e invece il mal di terra ti va avanti per giorni e giorni… FERMATE LA SCRIVANIA!

CLANDESTINO
Finalmente una bolina larga, facile da tenere, che punta dritta a destinazione, senza tanti patemi, anche se poggi un po’. Vento allegro e onda benevola. E uno scricciolo di uccellino appollaiato sul manubrio della bicicletta assicurata vicino al timone, che cerca di tenersi contrastando il vento. Ci scrocca un passaggio! A fatica, sfruttando i momenti di calma, si porta sulle draglie di poppa, dov’è più riparato.

Restiamo ammaliati come ragazzini. Poi cala il vento, l’onda comincia a sballottarci, la randa prende a sbattere e una delle scotte lo colpisce in pieno facendolo volar via, per fortuna quando siamo già vicino alla costa. Siamo in quattro a bordo, ma all’improvviso la barca sembra vuota!

Immagino, posso

Essere alla guida di un allegro gruppo di 24 sconosciuti (tranne uno) su per il sentiero innevato che porta al passo della Croce Arcana, in una giornata con niente vento e tanto sole che riverbera su distese di neve a perdita d’occhio. Salita verso Croce ArcanaGiù a valle c’è foschia, peccato,  non si vede il mare, come invece speravo.  Ma non importa. Infatti basta salutare tutti al volo, prima che si siedano a mangiare al rifugio, e fiondarsi giù a casa, una rapida doccia, un cambio veloce d’abito e tornare a Bologna. Giusto il tempo di mettere due cose nello zaino, uscire in fretta sperando, invano, di non restare imbottigliata nel traffico di fine partita, raggiungere comunque la stazione, prelevare l’amico che arriva dal Veneto in treno e via, due ore di autostrada su e giù per la Cisa ancora innevata. Arrivare a La Spezia poco prima delle 21, per fare la conoscenza di Alessandro e Iliana che ci accolgono a bordo di un Beneteau 40, con l’ambizioso programma di una succulenta cenetta e poi traversata notturna per la Capraia, su quel mare che stamattina non si riusciva a vedere dal crinale.
Poco importa se poi le previsioni meteo ci fanno decidere di restare in zona, a godersi un lunedì di tepore primaverile mentre navighiamo lungo  le 5 terre, in attesa del maltempo del giorno dopo. Chiacchere sparse tra sconosciuti divenuti occasionali compagni di viaggio. Fantastici silenzi sopra alla colonna sonora di “Shine on you crazy diamond”. Il vento è poco, il mare calmo e gelido, ma ugualmente irresistibile, almeno per due di noi. primo bagnoMentre mi asciugo al sole con il battito ancora accelerato per lo shock termico, penso che meno di 24 ore fa ero su una di quelle cime innevate che vedo in lontananza e adesso sono qui che mi godo la sferzata di vitalità del primo bagno della stagione.
Alla nebbia, pioggia e neve incontrate  ieri al rientro non voglio pensare. Io l’inverno l’ho definitivamente archiviato. Punto