Alba augurale

foto di cielo all'alba

Che momento MAGICO l’alba!

Anche se è più facile innamorarsi del tramonto, perché capita di vederlo molto più spesso. Dopotutto, non è raro che il calar del sole ci si proietti davanti a nostra insaputa mentre svolgiamo le normali attività di fine giornata.
L’alba invece ce la dobbiamo guadagnare, alzandoci prima del solito, uscendo di casa nell’aria pungente di giornate invernali o nel fresco ritemprante di mattine estive, ancora non soffocate dall’afa.

L’alba per me è da sempre immancabilmente associata all’idea del viaggio o della vacanza, quasi le uniche occasioni in cui mi capitava di vederla, prima di prendere l’abitudine delle camminate antelucane: aspettando il bus per l’aeroporto al primo albeggiare;  appena uscita dal bozzolo caldo del sacco a pelo, in un tenda che non riesce a tener fuori il chiarore che invade il cielo; lungo i fianchi di una montagna, mentre cammini per raggiungerne la cima ancora lontana, su un lungo sentiero iniziato nel cuore della notte, il profilo nitido del crinale che si distacca sempre di più contro l’oscurità che svanisce.

Più di tutti però, c’è magia nell’alba che ti sorprende  alle spalle, mentre sei al timone nel mezzo dell’oceano. Nei giorni spesso uguali – anche se mai monotoni –  delle lunghe navigazioni, l’alba ti porta una sorta di sollievo, come per un traguardo virtuale appena raggiunto, in attesa di quello vero della terraferma, che è ancora lontano. E poche cose sono più magiche del vento dell’alba, l’aria che inizia  a gonfiare le vele proprio quando il cielo si fa chiaro, come se fosse il respiro della giornata che si sveglia.

Al ricordo di momenti così affido quest’anno gli auguri di buone feste e di buon anno: a tutti, l’augurio di un’alba su un radioso 2015, come un cielo limpido su un mare appena increspato dal vento, le vele spiegate verso la meta prefissata ( e niene mal di mare!).

Sospensione

Ogni tanto mi manca la sospensione temporale che si crea in viaggio durante gli spostamenti più lunghi. La parentesi che sta tra partenza e arrivo. L’ho già scritto qua e là, che mi piace, ma stasera ritorna, insieme al desiderio di partire.  Il limbo confortevole del volo intercontinentale, passato a leggere e rimpinzarsi di film, quasi mai a chiaccherare. Poco o niente sonno e stanchezza che si accumula,  eppure quasi mai l’atterraggio arriva come una liberazione.  Le lunghe ore sugli autobus argentini (molto più confortevoli di quelli australiani), “charlando charlando y tomando mate”.  Le traversate oceaniche, intorno solo acqua, che impedisce alla realtà di venirti a disturbare. Che poi, quando si arrabbia, è l’oceano che diventa la realtà a cui sfuggire, ma la memoria è selettiva e oggi mi ricordo solo le albe e i tramonti e  i turni di veglia, e la distesa interminabile del mare e io in mezzo, senza nessuna voglia di arrivare.

Post 24 di 30 – C’è mancato poco che fosse già quello di domani!