Peggio del naufragio

Chissà se esiste ancora qualcuno che tiene un brevario sul comodino. Sul mio ce n’è sempre uno, non nel senso liturgico naturalmente. Si tratta del “Il sistema periodico” di Primo Levi. Per tutte le volte che ne ho letti e riletti i racconti, dovrei conoscerlo a memoria. Invece è incredibile come ogni volta io ci trovi qualcosa di nuovo, che mi era sfuggito, o semplicemente, ritrovi un concetto che avevo letto, assimilato, apparentemente dimenticato, e a rileggerlo mi colpisca come assolutamente calzante a descrivere uno stato d’animo, nel suo ineguagliabile stile pulito ed essenziale. Probabilmente capita come con l’oroscopo: non importa quando o cosa si legga, sembra sempre calzante. Quindi riterrò un puro caso il fatto di avere aperto il mio breviario ieri proprio sul racconto dedicato all’Argento e avervi riscoperto questa frase:

    […] ed era un inerte, non un naufrago: è naufrago chi parte ed affonda, chi si propone una meta, non la raggiunge e ne soffre; […]

Era tutta lì, descritta in poche parole, la paura, che mi aveva assalito il giorno prima, di essere nuovamente caduta in uno stato di inerzia. Passeggiavo lungo le sponde di un laghetto dell’Appennino, risplendente sotto i raggi del sole appena sorto, e mi sembrava la Patagonia.

Immagine

Non sarà la Patagonia…

Il fatto di essere a un’ora di macchina da casa, di non esserci arrivata con la fatica delle mie gambe, di sapere che la sera avrei di nuovo comodamente dormito nel mio  letto, non lo rendeva per questo meno bello o emozionante.
Ho pensato che non è poi necessario andar lontano per arrivare a provare certe sensazioni e subito dopo ho capito che l’inerzia stava prendendo il soppravvento, trovando le scuse adatte a giustificare la mia attuale immobilità. Niente di nuovo. Ma ci voleva Primo Levi a far suonare il campanello di allarme.

Un link al libro in Pdf

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  1. Mi sei mancata… quindi su niente inerzia.. continua a raccontarci le tue avventure e continua a farle. Certo che è normale aver voglia anche di quotidianità, come ti capisco…

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