Neve elettrizzante

Non posso portarla a testimonianza del mio sesto senso, perché è una profezia che io stessa ho fatto averare, però ci starebbe anche. Parlo delle spalate di neve senza fine del post di ieri. Forse sentivo già come avrei passato la giornata oggi. Ma non mi lamento, per ora. Se domani ancora muovo la schiena, non ne avrei donde.

Mi sono svegliata stamattina in una Bologna bianca e silenziosa come solo una domenica innevata sa renderla e c’era pure il sole! Ho aperto la finestra e respirato l’aria frizzante che ha messo le bollicine addosso anche a me. Non erano ancora le otto e sono partita subito all’attacco. La strategia: andare presto a votare e poi andare in piscina e poi chissà. Esco di casa per essere al seggio all’apertura. Il vialetto del condominio è ancora coperto di neve e, essendo la prima a uscire, mi sembra giusto mettermi a liberarlo. Dopo di che, non vuoi fare anche la buona azione di spalare anche tutto il tratto frontale del palazzo? Lo fa sempre qualcun’altro, è giusto che ogni tanto contribuisca anch’io. Infine, vedo che la macchina è chiusa dalla neve ammassata addosso dallo spazzaneve. E’ caldo e sta sciogliendo, se poi gela e rinevica, come dicono, non la rimuovo ma più, quindi lo faccio ora, anche se non devo usare l’auto. Una volta terminato sono talmente sudata che devo tornare a casa a cambiarmi. Poi vado a votare. Al mio seggio neanche un po’ di fila. Perfetto. Colazione al bar, che ogni tanto ci vuole. Rinuncio all’idea di andare a nuotare . In una giornata così è un peccato mortale chiudersi dentro. Perciò, alle 10 e mezza sono già in pista per una camminata sui colli con Paola. Purtroppo abbiamo entrambe tutta l’attrezzatura adatta nella casa di montagna, ciaspole, ghette, pedule in goretex. Ma non importa, come si faceva quando tutto questo non c’era? Allora via con un paio di vecchi scarponcini in disuso, un po’ di domopak intorno al collo della calzatura per non fare entrare la neve, i bastoncini da nordic walking e si va. C’è un sole che abbaglia. Non fa per niente freddo. I colli innevati offrono uno spettacolo stupendo. La basilica di San Luca con la neve diventa ancora più fotogenica del solito. Quando arriviamo sopra al parco Talòn la vista si allarga sul fondovalle del Reno e non sembra neppure di essere a pochi chilometri dalla città.
vialetto spalato dalla neveLa passeggiata mi mette addosso ancora più energia. Decido di partire per Fanano, anche perché sono un po’ preoccupata per il carico di neve sul tetto, e pur consapevole che per entrare dovrò sbadilare altra neve, tanto che metto già la pala in macchina. Arrivo poco dopo le 15, tra lo spazzare il posto per l’auto e il vialetto di accesso, più quello che va alla legnaia, più l’eccesso di neve sulla tettoia della stessa, e poi quello che grava pericolosamente sulla grondaia nel retro flettendola, entro in casa alle 17.30.
Accendo il camino, doccia calda, stanchissima ma ancora su di giri, chissà poi perché. Finché non mi fermo. I muscoli si raffreddano. La schiena mi ricorda che avrei anche un’ernia lombare che non ama questo genere di esercizio. Non la ascolto. Ha smesso di nevicare e la luna brilla in cielo pienissima. Se non fossi così stanca andrei a farmi una ciaspolata notturna da sola. Ma non è ancora detto… Vi farò sapere!

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