Quanti anni ti senti?

mucchio di calendari“Io non mi sento gli anni che ho”. E’ una frase che, a partire dai quaranta, ricorre spesso sulla bocca dei miei coetaeni. A me viene sempre da commentare: ma chi ti dice come ci si deve sentire a questa età? La cosa li lascia perplessi, tanto sicuri com’erano di portarsi incredibilmente bene i propri anni. La verità è che, molto più semplicemente, non ci sentiamo come ci immaginavamo che ci saremmo sentiti a quest’età, quando avevamo vent’anni, o meno.
Guardavamo i nostri genitori e ci sembravano VECCHI. A che cosa potevano mai ancora aspirare? Ma a noi non interessavano le loro vite interiori, i loro sentimenti, concentrati com’eravamo a trovare la nostra identità e la nostra strada, mentre loro, per noi, erano già con un piede nella fossa.
A questo si aggiunga che nel frattempo le cose sono molto cambiate, e non mi riferisco solo all’aumentata aspettativa di vita. I traguardi che un tempo i quarantenni avevano già raggiunto, oggi si sono spostati in avanti, e questo sicuramente contribuisce a farci sentire più giovani, con tanto ancora da fare, oltre che da vivere.
Guardando indietro, dall’altezza dei miei cinquant’anni, non riesco neanche a immaginare che mia madre a quell’età potesse sentirsi come me oggi. Sicuramete perché lei aveva già 5 figli, una casa da mandare avanti, un lavoro, un marito esigente e alle spalle la storia pesante condivisa con tutta la sua generazione: la guerra, la paura, la fame, tutte cose che non ho sperimentato di persona, ma di certo anche perché io NON SO cosa provassero a quell’età lei e quelli della sua generazione, a prescindere dal loro vissuto.
Probabilmente è vero, noi NON possiamo sentirci come chi aveva la nostra età negli anni ’60. Tuttavia questo non significa che dire di “non sentirsi cinquant’anni” abbia il minimo senso. Aggiungerei che, se ti viene da fare questa riflessione, è proprio perché di tempo ne è già trascorso parecchio. Non ho mai ascoltato un diciottene dire che non si sente l’età che ha!

Post 26 di 30 – Il tempo passa davvero in fretta

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  1. Mi pare che anche tu, per un verso, hai ancora solo 16 anni ma 300 di esperienze varie. Aspetta quindi di arrivare alla famosa Singolarita. Auguri

  2. senza essere arrivata ai quaranta, ma molto vicina ad essi, dai dieci anni di vita in poi ho sempre avvertito un forte contrasto tra ciò che era “codificato” per la mia età anagrafica e ciò che ero io. Se non penso a quanti anni ho, mi sento me stessa (in una qualche maniera “giovane”) e se penso a quanti anni ho, mi sento vecchia e “sbagliata”. A volte, per prendere fiato, penso che esiste il distinguo tra età biologica ed anagrafica…

  3. Anche se non è molto chiaro, il succo del post è proprio quello: visto che nessuno, e tantomeno l’anagrafe, può dirci come ci si deve sentire a qualsivoglia età, l’importante è come ci si sente.

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