Vita da password

Dimmi che password usi e ti dirò chi sei.
Non sono certo io a scoprire che la scelta delle password può essere in certo modo rivelatrice di qualche aspetto della nostra personalità. Tanto più se siamo costretti ad inventarne sempre di nuove, non solo per motivi di sicurezza, ma anche perché ogni benedetto nuovo account ha delle regole diverse per la sintassi della password .
Ad un conteggio frettoloso, errato sicuramente per difetto, mi risultano minimo 30 diversi account a cui sono registrata, tra mail, utenze, banca, blog e forum di vari tipi. Persino il nome utente non può sempre essere lo stesso, e così i dati da ricordare si moltiplicano.
Andando a ricercare i dati di login per un servizio a cui mi ero registrata anni fa e che poi non avevo più usato, mi sono accorta che le password da me scelte nel tempo riflettono chiaramente le fasi della mia vita.
C’è stato il periodo del sacro fuoco canoistico, con nomi di fiumi o altra terminologia legata comunque alla canoa. Poi è iniziata la fase “Argentina”, con nomi di posti visitati e date significative o parole in spagnolo. Successivamente è stato il turno della vela e delle traversate oceaniche. Ultimamente invece cominciano a ricorrere date e nomi legati alla vita familiare (comunque non banali da indovinare, vista la famiglia allargata). Vorrà dire qualcosa? Spero di no, ma temo di sì! Meglio non pensarci. Anzi, a scanso di equivoci la prossima password nuova che dovessi creare sara’ Kilimangiaro 😉
Di sicuro vuol dire che non riesco ad essere metodica e a trovare una regola neanche qui. Alcuni mi dicono che hanno la stessa password da sempre. Non so come facciano. D’altra parte c’è poco di cui meravigliarsi da una che ha dovuto arrivare a quarant’anni prima di trovare un posto fisso dove riporre le chiavi di casa e che a 50 non sa ancora cosa vuole fare da grande.

Post 9 di 30 – scritto sul tablet in treno, perdonate gli errori

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  1. le ultime tre righe mi hanno ricordato un passaggio del monologo “The big Kahuna”, se non lo conosci (ma scommetto di sì), cercalo!
    Tra tutte le prime volte che puoi, ci starebbe bene un micio. Nomi, nomignoli infiniti. Naso tuffato nel peluccio che sa di vento, con tutti gli odori più buoni del mondo.
    perlezza

  2. Cosa scomettevi? Perché invece non lo conosco. Ma vado a guardare se lo trovo.
    Per il micio hai proprio ragione, ma con che cuore poi lo lascerei? Ho già troppa paura di stare diventando stanziale…
    Carino il condensato dei miei post che sei riuscita a mettere tutto in una frase! 🙂

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