Dov’è l’interruttore?

Si può spegnere ogni tanto il cervello?  Era la strofa di una canzone di Vasco Rossi, mi pare, ma ne rivendico assolutamente la proprietà. E’ un desiderio che, a più riprese, mi assale sin da quando ero una ragazzina. Tante volte mi sono posta la stessa domanda, esattamente con quelle parole. Per me la risposta è no. Qualcuno invece ci riesce. Mi dicono  che ci si può rilassare e svuotare la testa  facilmente, a comando. Appoggiare la testa sul cuscino, scacciare i pensieri molesti e addormentarsi in un lampo. Vorrei imparare. Anzi, vorrei proprio un interruttore da premere, non solo la sera prima di addormentarmi, ma in tutte le occasioni in cui i pensieri diventano molesti e assillanti e senza controllo. A volte ho l’impressione che la mia mente sia guidata da qualcun’altro!  

Mi ricordo che da ragazzina, quando passavo la maggior parte del mio tempo in piscina, avevo il desiderio di riuscire a fare un salto mortale e mezzo dal trampolino di tre metri. Farne uno era banale e ci riuscivo, ma aggiungere quel mezzo giro in più, per entrare in acqua di testa, era difficile e, soprattutto, mi spaventava molto. Di fatto non arrivavo mai neanche a provare, non so se più per la paura di farmi male o quella di fare un brutta figura cadendo rovinosamente di pancia.  Stavo per interminabili minuti sul bordo della tavola, ma mancava sempre il coraggio. Sapevo che era una questione di motivazione. Quindi la sera, prima di addormentarmi,  cercavo di visualizzarmi mentro compivo quel benedetto giro e mezzo. Ma non mi riusciva neanche di immaginarlo! Mi vedevo salire per la scaletta e all’improvviso tutta la struttura cominciava a distorcersi o sciogliersi, o allungarsi fino all’altro bordo della vasca. E’ così che cominciai per la prima volta ad avere la sensazione che i miei pensieri fossero del tutto autonomi e indipendenti dalla mia volontà. Non passò molto tempo prima che nascesse in me il desiderio di un interruttore per spegnere i pensieri.  Il salto mortale e mezzo non sono mai riuscita a farlo neanche con l’immaginazione. L’interruttore non si è materializzato. Il cervello ogni tanto riesco a metterlo in pausa, ma alle 10 e mezzo di sera sarà difficile che possa andare da qualche parte a nuotare per 5 chilometri. Quindi mi limiterò a spegnere il computer (anche questo sta diventando sempre più difficile!), chissà che non si inneschi una reazione a catena.

Post 4 di 30. L’orizzonte è ancora lontano!

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