Smania autunnale

“Settembre, andiamo. E’ tempo di migrare.
Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
scendono all’Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti.
[…]”

(da “I Pastori” di G. D’Annunzio)

D’Annunzio mi è sempre stato antipatico, ma il famoso incipit oggi ci stava proprio bene. Con l’autunno ritorna la voglia di andare via.

Ma vi siete accorti che è finita l’estate? La mattina mi alzo che è ancora buio (va beh, io sono piuttosto mattineria), se esco presto ci vuole la felpa, in caso di bici anche qualcosa in più, e a pedalare di ritorno dalla piscina con la testa ancora bagnata ieri quasi mi prendo il raffreddore. L’abbronzatura se ne va, le vetrine ormai espongono abiti invernali e se al banco della frutta trovo ancora qualche pesca, è più nostaglica di me.

Ebbene sì, sono i giorni indecisi di non-più-estate non-ancora-inverno. Tradizionale periodo di transizione, cambiamento, riflessione, nostalgia, buoni propositi, a dirla tutta, il vero INIZIO D’ANNO, alla faccia del primo gennaio. Inevitabile, in una vita che per anni è stata scandita dal ritmo degli anni scolastici e, dopo, dalla più o meno lunga cesura di ritempranti e alienanti (in senso positivo!) ferie estive.

Anche con l’astuccio e la cartella nuova, non mi ricordo di essere MAI stata contenta di tornare a scuola. Poi, magari, ci andavo anche volentieri, non avevo problemi, ma il rientro era sempre traumatico. Invece alcune amiche non vedevano l’ora. Cominciavano ad annoiarsi e, soprattutto, erano ansiose di sfoggiare gli immancabili capi nuovi della COLLEZIONE AUTUNNO-INVERNO, nei tempi lontani in cui esistevano ancora le “mezze-stagioni”. Forse per questo io non condividevo: per indole e per economia familiare lo “sfoggio” si riduceva spesso a poco niente.

L’autunno era piovoso e non finiva MAI!
Anche l’inverno era insopportabile, ma almeno ci offriva la gradita distrazione di una sciatina ogni tanto. Di fatto, però, già ai primi segni dell’autunno entravo in lungo LETARGO a cui poneva fine solo il primo tepore marzolino. Allora via, al mare, anche quando era ancora troppo freddo e la gente passeggiava sulla riva, imbacuccata in pesanti giacconi, incredula di fronte a quel gruppetto di pazzi (io, mia madre e qualche fratello) che già faceva il bagno. Tutto questo in attesa dell’unica vera ragione della mia vita, l’ESTATE.
Le cose, per fortuna sono cambiate. Ho imparato ad apprezzare (o dovrei dire sopportare?) l’autunno, complice anche la passione della canoa che, in Appennino, può rendere questa stagione più godibile e la pioggia in alcuni casi addirittura desiderabile. Eppure, SEMPRE, puntuale con il calendario, con l’autunno arriva la VOGLIA DI ANDARE VIA.

Chi, potendo non lo farebbe? Come i pastori, andare verso il mare, senza sentirsi esuli, però…

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Una risposta

  1. Voglia di ESTATE. Qui in Malaysia ne abbiamo anche troppa, tanto da sognare le candide nevi delle Alpi. Mai contenti. Il prato del vicino sembra sempre piu verde del nostro…

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