Da non fare più

Di modi per farmi del male ne conosco un’infinità. Anni e anni di esperienza mi qualificano come esperta nel ramo. Anche se da qualche anno ho abbondonato l’attività, certe abitudini sono dure a morire e ci ricasco.
Dunque, quale modo migliore per causarsi indicibile sofferenza che mettersi a riordinare il proprio archivo fotografico in un tardo pomeriggio piovoso di fine estate?

L’operazione di per sé è già abbastanza onerosa, specialmente per una disordinata come me. Si tratta di scovare vecchi CD sparsi qua e là nei cassetti, molti dei quali senza alcuna indicazione (saranno ancora vuoti o c’è qualcosa?), a volte duplicati, per non parlare dei file che sono ancora nel vecchio pc dismesso (“le foto per ora le lascio qui, poi le metto su un disco esterno”, dicevo 4 mesi fa), pc che ormai mi sembra lento al limite della sopportazione.

Ovviamente questo è il minimo. Il vero supplizio, quello che solo la perfetta MASOCHISTA sa infliggersi, sta nello scorrere le foto di giorni non così lontani nel tempo da essere archiviati come storia passata e quindi ancora capaci di suscitare ricordi e emozioni molto vive. Niente di male, verrebbe da dire, se non fosse che l’uggiosa giornata riesce a contaminare tutto di grigio e dunque ti ritrovi, NON a sorridere di fronte alle immagini di bei momenti andati, magari anche con una sottile nostalgia, quanto piuttosto a STRAZIARTI nella consapevolezza che quei momenti non torneranno più, che il tempo passa, che stai invecchiando, ecc. ecc.

La ricetta è infallibile. “Istruzioni per rendersi infelici” titola un libro che ho adorato. Questa procedura non c’era, ma costituirebbe degna appendice. Una volta innescato il meccanismo, è facile lasciarsi avviluppare in una spirale di autocommiserazione senza limiti e anche il meno esperto potrà raggiungere vette – anzi profondità! – di disperazione da record.

rio mendoza

Rio Mendoza 2006

Guardami qua, mentre scendevo il Rio Mendoza gonfio d’acqua, appena quattro anni fa, ora mi fa paura al solo vedermi, ormai sono diventata una pappamolla, non riuscirò mai più a fare certe cose… Com’ero in forma quando sono andata alle Hawaii… l’ultimo Natale tutti insieme nella casa di Macerata, quando c’era ancora mamma…
E non sono solo le foto. Saltano fuori CD con i backup di vecchi archivi nei quali riesci a tirare fuori anche qualche sfogo scritto in momenti bui, mail mai spedite, altre che non avresti mai dovuto spedire…

AIUTOOOOOOOOOOOOOO!

Come prevedibile, il tasso malinconico ha superato il livello di guardia, urge rimedio. Troppo tardi per organizzare la serata, ma le previsioni meteo per domani mi inducono a un cauto ottimismo, danno “nuvoloso con tendenza ad ampie schiarite”. Da lunedì poi migliora ancora. Stendo un piano d’azione anti-malinconia-d’autunno, primo passo: SORRIDERE.

Le ragioni per farlo abbondano, l’archivio fotografico può aspettare.

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