Sì, viaggiare

C’è la luna di certe notti, più bella del sole. Ti rimescola l’animo anche se non vuoi. Bianca, nitida, PIENA, luna da non dormire. Poco male, tanto dovrò alzarmi prestissimo, sarebbero comunque poche ore di sonno.
A cosa dedico questa insonnia? Come al solito alle parole, per dare corpo a pensieri che altrimenti non vorrebbero uscire: i “come”, “dove”, “perché”, “con chi” del mio futuro prossimo girandolano attorno ad un unico punto interrogativo. Non so trovargli una risposta ora e lo risolvo con un verso di De André: “per la stessa ragione del viaggio viaggiare”. Va benissimo per questa ora piccola della notte. Chiudo la finestra in faccia alla luna, giusto il tempo di appoggiare la testa sul cuscino ed è già ora di alzarsi e andare all’aeroporto.

Luna dall'aereo

Decollo al chiaro di luna

Il fanale della luna è ancora alto e accompagna il decollo del mio volo per Trapani, in un’alba bellissima che prendo come buono auspicio per la nuova breve avventura di mare che mi aspetta. Un imbarco dietro l’angolo, rispetto alle avventure su Andromeda, e di solo due settimane, ma non per questo con meno incognite. Conoscerò comunque nuovi posti, nuova gente, nuovi modi di pensare e concepire il viaggio, la vela, il mare, la vita.

Due settimane nel tirreno meridionale a bordo di Amorgos. Pensieri sparsi, con la collaborazione dei “soliti” irripetibili cieli del mare, all’alba, al tramonto, di notte, limpidi come vetro o tormentati da nuvole scure:

Sarà un caso che arrivo a bordo e trovo un libro del Dalai Lama sulla ricerca della FELICITA’, pochi giorni dopo averne scritto su questo blog? Decisamente un caso molto gradito!

Antimo mi è simpatico, mi fa sentire a mio agio. Spero che non mi trovi invadente. L’ambientamento a bordo tra sconosciuti, nello spazio ristretto di una barca, è sempre una cosa delicata. Anche questo fa parte di un certo viaggiare.

Qualcuno mi ha detto che FUGGO… può darsi, non lo escludo, anche se a me sembra piuttosto di CERCARE. Piccoli pezzi, anche infinitesimali, a volte li trovo e vado componendo un puzzle di cui non vedo ancora l’immagine finale, ma mi fa star bene quando so di aver messo un pezzo nel posto giusto.

Alba  sul mareGuarda che alba! Niente mi fa star meglio che svegliarmi presto e sgattaiolare fuori cercando di non far scricchiolare il pavimento sotto i piedi, raggomitolarmi in pozzetto e aspettare che il sole asciughi l’umidità della notte, oppure andare a cercarlo, il sole, un centinaio di bracciate più in là, dove fa già capolino dietro al promontorio che ancora gli nasconde la barca. Nuotare delicatamente nel mare CALMISSIMO, scivolando sull’acqua come in assenza di gravità, sentendomi leggera anche nella mente. Solo io e l’acqua e l’idea che potrei nuotare così all’infinito. Felice di essere viva.

Stregata dalla notte, fatico a passare il cambio del turno di guardia e lascio dormire il comandante ancora un’ora. Con un piccolo manualetto di astronomia imparo a riconoscere qualche costellazione in più del grande carro e piccolo carro. Ecco lì Cassiopea e Draco. Non capisco perché, ma mi da un gran gusto. Condire il tutto con stelle cadenti a profusione. Potendo, spegnere il motore. Magari!

Si parla, di libri, di film, di canzoni, di vita. Ci si racconta, si ascolta. Qualcosa di sicuro dentro resta, altra tesserina del mio puzzle.

Piccolissima e inerme di fronte alla furia degli elementi. Da zero a mille in 5 secondi. Di ritorno a nuoto da un giro a terra la mattina presto, all’improvviso l’olio del mare si trasforma in un turbinio di ondine spumeggianti. Slalomeggio tra le barche impazzite per raggiungere l’Amorgos, mentre il comandante è alle prese con le barche vicine rese troppo “invadenti” dall’inaspettata raffica da ovest che ha sconvolto una calma piatta, quasi irreale, quando tutti attendevano un potente scirocco. Dura 5 minuti, quel tanto che basta a ricordarmi che è il mare che comanda!

Alla barra cercando di capire il gioco di vento e di onde. Mi sento molto imbranata. Mi verrebbe da dire che la vela non è per me, se non mi piacesse così tanto. E’ successo anche con il fiume e alla fine mi ha ripagato i primi anni di fatica e scoramenti con i dovuti interessi. Quindi: non mollare!

L’ultima notte prima del rientro. Vorrei che non finisse. Sono fatta per stare qui, su un guscio di noce tra cielo e mare, tra cielo e fiume o nel baccello sottile di una tenda su per la montagna. Dormire (o vegliare!) sotto le stelle, non importa che sia la croce del sud o la stella polare.

Il risveglio, nel traffico di una città sconosciuta, al volante di una macchina non mia. Il treno. Le chiavi di casa. Quattro mura. E’ già ora di progettare la prossima FUGA.

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  1. sei incredibile,fai venire voglia di barca a vela anche a me che non ho mai amato gli spazi ristretti e la vita di barca,Hai un modo di descrivere le sensazioni che provoca il cielo e il mare che fa venire comunque voglia di esserci,Dovresti scrivere un libro

  2. Grazie mille. Non sei la sola a dirmelo, ma siete tutti “amici” e leggete gratis. Dubito che una cosa del genere in negozio tu l’avresti presa in considerazione. Penso comunque che un libro così sarebbe insopportabilmente stucchevole! Poi già scrivo qui. Ho la massima libertà, e un numero di lettori potenzialmente maggiore. Magari forse potrei mandare qualcosa a riviste di settore. Ma a che pro?

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