L’imbarazzo della scelta

Ha 5 anni, poco più, e guarda con desiderio misto ad ansia il cartello dei gelati. Può comprarne uno, lo ha detto il papà, che ne ha già scelto uno per sè ed aspetta ora che sia lei a decidere. Ma è DIFFICILISSIMO! Sono tanti, colorati, attraenti, alcuni per il gusto, conosciuto o immaginato, altri perché regalano figurine o adesivi. IMPOSSIBILE decidersi. Li guarda e li riguarda sempre più nel dubbio, mentre il papà cominicia a spazientirsi, non può capire, lui, il dramma di questa decisione. Lo sa o non lo sa che su qualunque cada la scelta ne resteranno fuori tanti, TROPPI!? La mente vacilla, a grande fatica si restringe la rosa a tre sole possibilità, ma sono pur sempre troppe e ancora non riesce a dare un responso. Ora si affida al caso, fa una conta, ambarabà cicci coccò, il ditino saltella da una figura all’altra, ogni tanto esita, forse sa già dove finirà e non è sicura che sarà soddisfatta. E’ proprio così, guarda dubbiosa e timorosa il papà che sta perdendo la pazienza, se non si sbriga niente più gelato! Deve fare in fretta, ma l’ansia rende tutto più difficile, questo no, allora quello, NO, NO, ASPETTA UN MOMENTO, l’altro, oddio qui finisce che resto a bocca asciutta, devo ASSOLUTAMENTE decidere, sì, ecco, questo, no, no, no… QUESTO!

Il dado è tratto, la storia non può essere cambiata, sia quel che sia, ormai è fatta. Ma non è stata la scelta giusta. Ancora quasi non ha il gelato in mano che è già delusa: non era quello che voleva scegliere. E COME potrà adesso dire alla mamma che in realtà avrebbe preferito quello che sta mangiando la sorellina? Dopo una scelta così tormentata, come ammettere l’errore? Alla fine trova il coraggio e con un filo di voce sottile e gli occhi bassi dice: “questo non mi piace tanto, io avrei voluto l’altro”. Ha già il capo chino pronta a ricevere la meritata lezione di vita (“Hai voluto quello e adesso lo mangi!” ), però DAVVERO non è riuscita a tenere per sé quel fardello. Invece il papà tace e la voce comprensiva della mamma offre l’insperato scambio, tanto la sorellina è così piccola che non capisce la differenza. Eccola che sorride di nuovo. Tutto è passato, era solo un gelato.

Crescerà. Avrà scelte più importanti da fare. A volte le farà con più leggerezza (te lo auguro, piccola!) spesso non potrà ridare indietro il gelato, ma RARAMENTE sarà costretta a mangiarlo se non vuole. Forse resterà a bocca asciutta in qualche occasione, per aver aspettato troppo, ma molte altre volte avrà una seconda chance e saprà giocarla meglio. La vita diventa più LEGGERA quando capisci che sono veramente poche le scelte IRREVERSIBILI. Se hai sbagliato strada e non puoi tornare sui tuoi passi, c’è quasi sempre un modo per arrivare dove volevi, anche se facendo un giro più lungo. E le deviazioni a volte sono quelle che riservano le sorprese più belle! Se non hai una meta e scegli a caso, non significa che la tua strada sarà più brutta o difficile di chi ha una destinazione precisa e punta dritto alla meta.
Caminante, no hay camino, se hace camino al andar.

Esco e vado al bar, mi è venuta voglia di un gelato!

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  1. Come al solito riesci a descrivere in modo semplice stati d’animo complessi.
    Te ne rubo un pezzettino (citando la fonte, ovviamente) per Francesca, ne ha bisogno…

  2. Contenta che ti sia piaciuto. Il fatto è successo davvero, e puoi immaginare chi fossero le bimbe in questione… Ruba, ruba, la fonte non hai bisogno di citarla

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