AMBIENTAMENTO

Vista dal promontorio di Noosa Heads

Vista dal promontorio di Noosa Heads

Lo sapevo gia’, ma non per questo la cosa e’ piu’ facile: vincere l’inerzia e rimettersi in moto e’ difficile e faticoso. Zaino in spalla, nessun programma chiaro di viaggio, a parte l’andare a prendere Silvia che arriva all’aeroporto di Brisbane, saluto l’Andromeda che salpa da Galdstone e mi ritrovo di nuovo backpacker attempata allo sbaraglio.
I primi giorni sono sempre duri, specialmente se non si hanno le idee chiare riguardo a come, quando e dove andare e, soprattutto, fintanto che non si comprende come funziona il sistema dei trasporti e alloggi. E’ sempre necessario un certo rodaggio e si ha un po’ la sensazione di girare a vuoto e spendere soldi senza vedere molto. Poi, piano piano, si prendono le misure, ci si abitua alla stanchezza, agli spostamenti, al peso sulle spalle, alla vita negli ostelli. E’ cosi’ che lasciamo Brisbane, dopo una breve visita di una giornata, per dirigerci verso la Gold Coast, prima, e la Sunshine Coast, piu’ a nord, subito dopo. La deludente Surfers Paradise, tutta grattacieli e industria turistica (ma la Rough guide lo diceva!), e’ presto dimenticata di fronte alla piacevole sorpresa che ci riserva NOOSA. Ringraziamo Luca per il consiglio, aveva proprio ragione, e’ un posto dove volentieri ci si fermerebbe a vivere. Belle spiaggie da surf e sentierini che costeggiano un promontorio dagli scorci mozzafiato. Verde, tranquilla ma non spenta, gioiosa senza essere frenetica, almeno in questa stagione, ricca e sofisticata, ma non tanto da farti sentire a disagio, Noosa si divide tra il mare e il fiume, che forma con i suoi meandri deliziose isolette su cui sono edificate le ville da sogno dei VIP locali, ciascuna con il proprio moletto, motoscafo di lusso e spiaggetta privata. Ci pagaiamo attorno, con le canoe messe a disposizione dall’ostello, con la sensazione di essere dentro a un film. Torniamo ben presto alla realta’ sull’autobus che ci porta a Bundaberg, dove scendiamo alle 11 di sera in attesa di un altro bus che partira’ alle 2 di mattina per Gladstone, dove raggiungeremo l’Andromeda. Sto appena per appisolarmi sulla panca scomoda, ma almeno imbottita, dentro la spoglia e deserta stazioncina dei bus, quando un tipo ci avvisa che a mezzanotte la stazione chiude e ci fa sloggiare. Fuori fa freddo e dobbiamo aspettare ancora due ore. Ci mettiamo addosso tutto quello che abbiamo e proviamo a dormicchiare sulla fredda e dura panchina davanti alla stazione, stile senza tetto. Resistiamo poco. Ormai il sonno e’ passato e poi alla mezzanotte e’ scattato il compleanno di Silvia, che decidiamo di festeggiare con una cioccolata calda da McDonald’s, aperto 24 ore, ma solo per l’acquisto, senza tavoli sui potersi sedere. AUGURI SILVIA! Il primo viaggio di questo tipo, iniziato alla grande nel piu’ spartano dei modi. spero che non mi odierai alla fine della vacanza! Arriviamo a Galdstone alle 5 di mattina. Il bus ci molla a una stazione di servizio in periferia e ce la camminiamo tutta fino al marina, dove ci aspetta l’equipaggio ancora semi addormentato dell’Andromeda. Quando vedo il catamarano ormeggiato in fondo al lungo pontile, mi sembra di essere tornata a casa. Non so quanto resteremo, il mal di mare di Silvia e’ un’incognita tutta da scoprire, ma sono contenta di essere di nuovo A BORDO.

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