ANDROMEDA

L'Andromeda a Cape Capricorn, Australia

L'Andromeda a Cape Capricorn, Australia


Avrei dovuto farlo prima, ma con l’ordine ho sempre qualche problema, lo sapete, anche con quello cronologico evidentemente! Vi presento l’ANDROMEDA (in realta’ Andromede, immatricolato in Francia), catamarano della Catana, lungo 42 piedi (quasi 13 metri) nato nel 1992, di proprieta’di Claudio Agnoletto, con il quale veleggia dal 2006 per i mari del mondo con rotta verso ovest (il giro precedente lo aveva fatto il Samadhi, altro catamarano). A parte il proprietario, capitano, comandante o skipper che dir si voglia, CLAUDIO insomma, l’Andromeda ospita a turno un numero variabile di persone desiderose di condividere l’esperienza unica del viaggo su questo “camper galleggiante”. Tra Samadhi e Andromeda sono ormai un centinaio ad essersi avvicendati e qualcuno ogni tanto ritorna. Confesso che spero di poter essere anch’io tra questi!
Rispetto alle barche a vela monoscafo su cui ero gia’ stata, alcune anche abbastanza grandi, Andromeda e’ molto piu’ spazioso e confortevole. L’ampia dinette, posizionata nella parte centrale sopraelevata, separa i “reparti notte” collocati nei due scafi, composti ciascuno da una cuccetta matrimoniale a poppa, con proprio bagno, e una matrimoniale e una singola a prua con bagno in comune. Ci si potrebbe insomma stare in 10, ma non mi risulta che venga mai utilizzato al massimo della sua capienza. Anche in cinque si stava piuttosto larghi, figurarsi poi in due, con uno scafo a disposizione per ciascuno!
Detto questo, saro’sincera: non pensate a qualcosa di lussuoso. L’Andromeda ha i suoi annetti, con i conseguenti acciacchi dell’eta’, che Claudio va curando come meglio puo’, compatibilmente con quanto la vita girovaga e il budget gli permettono.
Cosi’, mentre cerca di apportare migliorie funzionali o estetiche, come installare una struttura fissa per i nuovi pannelli solari, ridipingere la tuga, cucire nuovi parasole, ecc., deve occuparsi spesso della manutenzione ordinaria e straordinaria, in un lavorio senza fine che costituisce una parte integrante del vivere in barca, di cui il capitano si lamenta in continuo, ma senza la quale, secondo me, si annoierebbe a morte, anche se non vuole ammetterlo. Inevitabile dunque che qualcosa resti indietro, vuoi per mancanza di tempo, vuoi per la difficolta’ a reperire pezzi di ricambio o soluzioni alternative a prezzi ragionevoli. La priorita’ va naturalmente alle cose indispensabili. Non ci crederete, ma il frigo assolutamente non lo e’. In attesa di trovarne uno nuovo o riuscire a far riparare quello rotto, ne faccio a meno da ormai tre mesi e neanche me ne accorgo. Lo so che io non faccio testo, visto che a casa mia il contenuto medio del frigo e’ mezzo limone ammuffito e una crosta di formaggio rinsecchita, ma la verita’ e’ che ci si puo’ arrangiare benissimo anche senza, pur in climi caldi come era quello della Nuova Caledonia (in ogni caso presto il frigo dovrebbe arrivare). Insomma, se avete un po’ di spirito di adattamento, non soffrite troppo il mal di mare e non pretendete che vi sia servito il caffe’ in cuccetta, l’ANDROMEDA aspetta anche voi per una delle prossime tappe lungo la costa Australiana fino in Tasmania e poi di ritorno verso nord per prendere il via verso l’Oceano Indiano! La spesa piu’ grossa da considerare e’ il biglietto aereo. Per il resto si dividono i costi di cambusa e carburante, piu’ eventuali ormeggi in marina, che sono pero’ rari, infatti, a meno che non sia indispensabile, Claudio li evita, sempre che l’equipaggio non decida di pagarseli. In pratica, il “tenore di vita” dipende molto dal gruppo, e in parte dal posto, ma di massima, volendo, si riesce a spendere anche molto meno che a restarsene in citta’! Almeno per me e’ stato cosi’, pur avendo dovuto dividere solo in due per una buona parte del tempo, anche se sono consapevole del fatto che non tutti amano essere cosi’ “frugali” in vacanza, quindi prendetela come una semplice indicazione. Ad ogni modo, se la cosa vi interessa, BASTA SCRIVERE a agnuscla@infinito.it. Se dite che siete amici miei, il rischio di essere presi a bordo adesso c’e’!

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