Cronache Capovolte IV

IL MARE OLTRE LA STEPPA

E di nuovo vi parlo del mare, il mio amore ritrovato. Causa maltempo sono partita da Las Grutas, nonostante la fiamma ravvivata della passione mi spingesse a restare ancora un po’ in quello che pensavo fosse l’ultimo posto per godermi la spiaggia, prima di addentrarmi nell’estremo sud del mondo. La fermata successiva e’ a Puerto Madryn, per fare l’escursione di un giorno alla Peninsula Valdès, posto notoriamente brullo e inospitale, interessante solo per la numerosa fauna marina. E’ proprio così, in questa parte della Patagonia ci vieni per vedere otarie, elefanti marini, pinguini, e soprattutto le balene (ma queste in un’altra stagione). Ci fermiamo due ore a Puerto Piramides mentre altri turisti fanno il giro in battello verso una colonia di elefanti marini. Il porticciolo di quattro case e un forno vive con l’attivitá turistica di avvistamento dei cetacei. Non e’ neanche un porto in effetti: c’è una spiaggia dove i battelli coi turisti approdano grazie a carelli muniti di ruote. E’ ora di bassa marea, il vento ancora non si e’ alzato, la baia e’ deliziosa, l’acqua chiara e gelida. Il bagno e’ fuori questione. Perció vado a fare una breve escursione su una delle alture costiere, ma decido di ritornare quasi subito, dopo aver incontrato due serpenti non identificati a pochi minuti uno dall’altro. Guardo in giú verso il mare, fa caldo, vista dall’alto l’acqua e’ ancora piú invitante e l’effetto calamita dell’ennesimo sconfinato orizzonte patagonico non si fa attendere. Scendo in fretta, mi spoglio (la mia biancheria e’ sicuramente piú casta di certi bikini che si intravedono nella piccola spiaggia!) e mi tuffo. Per un attimo si ferma tutto: respiro, circolazione, pensieri, sguardo attonito dei turisti che appena avevano osato assaggiare con i piedi la temperatura. Poi esplodo in una nuotata frenetica per scaldarmi e dopo qualche secondo emergo con ogni singola cellula che pulsa di vitalitá. Senza fiato ci resto per tutto il giorno, mentre percorriamo per chilometri e chilometri la desolata steppa patagonica da cui e’ coperta tutta la penisola, cosí come tutte le migliaia di chilometri che formano la Patagonia, ad esclusione delle montagne. Non vi diró che e` bella la peninsula Valdés. Gli animali poi si vedono meglio nei documentari in TV. Certo, se fosse stagione di balene sarebbe un’altra cosa… Ma se mi chiedete se vale la pena di andare, vi dico di sì. E questa e’ la risposta che danno in molti,anche se non si sono tuffati. Non sono la prima e non sarò l’ultima a farsi ammaliare dal fascino incomprensibile di queste lande inospitali. Citando Darwin: “Ma allora perché, e non e’ solo il mio caso, questa terra desolata si impossessa della mia mente? Trovo difficile spiegarlo… ma potrebbe essere in parte perché amplifica gli orizzonti dell’immaginazione”. E’ garantito. Sparatevi 16 ore di pullman attraverso un paesaggio così brullo e sempre uguale e l’immaginazione vi va fuori giri, complici certi interminabili tramonti di fuoco.

PAUSA

Basta afflati lirici. Decisa a trovare il bello e il buono anche dove non c’è, divento stucchevole. Adesso permettetemi di abbassare un po’ il tono, scusandomi in anticipo per la volgaritá, per mandarvi un saluto dal “buco del culo del mondo”, dove mi trovo bloccata per due lunghissimi giorni, per mancanza di posto in pullman.
A Rio Gallegos non ci vieni, ci passi, cercando di fermarti il meno possibile, per andare a Ushuaia o El Calafate (in realtá qualcuno ci viene apposta, per la pesca alla mosca, ma capirete quanto mi interessa!). E’ alta stagione e siamo in molti, bloccati in questo posto dove non c’è ASSOLUTAMENTE NIENTE da fare, a meno di non noleggiare una macchina e sciropparsi 3 ore di andata e 3 di ritorno su una strada sterrata per andare a vedere una colonia di pinguini. Tutti siamo ormai convinti: e´ una cospirazione dell’ente del turismo per far stare di piú la gente. Non c’é altra spiegazione. In altri posti le compagnie di trasporto in queste occasioni aumentano il numero di mezzi. Qui no. Non puoi prenotare prima, o almeno non se parti da fuori provincia, e devi affidarti alla sorte. Ne approfitto per riposare e organizzare un po’ meglio l’occorrente per l’imminente inizio del trekking nella Terra del Fuoco. Scrivo, cerco disperatamente qualcuno on-line… siete tutti fuori il sabato sera, maledetti!!! 😉

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