Cronache Capovolte I

PICCOLE COSE ARGENTINE

Non è strano come a volte le nostre aspettative influenzino la nostra reazione di fronte alle situazioni piú disparate? Se andiamo in un paese che sappiamo dal clima caldo, ci infastidiranno i 15 gradi, che invece saranno graditissimi se ci aspettavamo di stare sottozero. Se ci pare indecente non poter trovare un bidet nella pur “civilissima” Inghilterra, ci sembra piú che accettabile farla in un buco per terra nella sporca e rumorosa Katmandu (ricordi di 15 anni fa… forse ora le cose sono migliorate?).
Cosa mi aspettavo dall’Argentina, la prima e la seconda volta? Non so. Probabilmente niente di molto diverso dall’Italia. Forse per questo a volte sono le piccole cose a sorprendermi piú che le differenze eclatanti. Di certo mi fa pensare spesso a come eravamo, molte volte a come siamo, altre, purtroppo, a come potremmo diventare se non smettiamo di vivere al di sopra delle nostre possibilità.
Piccole cose, note senza troppa riflessione:
pubblicità di SUV, cellulari, articoli di alta moda, poi nelle vetrine i cartelli che offrono merce a rate: non schermi al plasma, frigoriferi o computer, ma vestiti, scarpe e creme per la cellulite. Rasoi usa-e-getta esposti in bachece chiuse nei supermercati, e bottiglie di olio e di vino dotate di antifurto magnetici. Farmacie protette da inferriate fisse anche in orario diurno: ti servono da una piccola feritoia senza lasciarti entrare. A Mendoza un vero e proprio “ghetto” per ricchi nei quartieri alti, circondato da un muro di protezione, con ingresso vigilato, dove entri solo dando generalitá e scopo della visita. All’interno solo belle case, giardini, strade pulite e tranquille. Qualcuno mi dice: sembra di stare dentro al Truman Show. Prigionieri di una gabbia dorata, che orrore!
Bottiglie di plastica e rifiuti per ogni dove, ma file composte alla fermata del bus. Gli immensi viali alberati di Buenos Aires e le strade sterrate appena fuori dalla città o nei paesini e nelle località di villeggiatura. Una donna come presidente, e l’argentino “machista” che ti fischia per strada o non si lascerebbe mai aiutare da una donna a fare qualcosa. Risorse naturali immense, metá del paese in vendita agli stranieri. Benetton si è comprato non so quanta Patagonia. Il governo che decide da un giorno all’altro, con un solo mese di anticipo, di adottare l’ora legale. Stanotte saltiamo un’ora avanti. Pensieri sparsi a mezzanotte (adesso l’una) di un sabato qualunque, mentre gli altri occupanti della casa finiscono di cenare e decidono dove andare dopo. La notte è giovane, io un po’ meno, anche se nessuno di loro ha 6 ore di camminata con zaino in spalla, la testa all’insù per ammirare i condor che volano sulla Quebrada del Condorito. Io passo grazie. Ci vediamo domani, che poi è già oggi.

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